RUMORE

Gli effetti sulla salute umana correlati all’esposizione al rumore sono dipendenti da numerose variabili, come le caratteristiche fisiche del fenomeno, i tempi e le modalità di manifestazione dell’evento sonoro e la specifica sensibilità del soggetto esposto.

Modalità

Per quanto riguarda il monitoraggio della componente rumore è stato attivato un sistema di sorveglianza che contempla la misura del Rumore prodotto dal cantiere sui periodi diurni e notturni con cadenza mensile o bimestrale su 5 stazioni distribuite sul territorio, ognuna delle quali con valori limite di immissione differenziati in base alla zona di appartenenza:

  • Comune di CHIOMONTE - 2 stazioni:
    Regione Balme, Azienda Agricola: cadenza mensile, valori limite: Diurno 55 dB(A) / Notturno 45dB(A);
    Scuola Elementare: cadenza mensile valori limite: Diurno 50 dB(A) / Notturno 40 dB(A)
  • Comune di GRAVERE:
    Molaretto: cadenza bimestrale valori limite: Diurno 60 dB(A) / Notturno 50 dB(A)
  • Comune di GIAGLIONE:
    Borgata Clarea: cadenza mensile valori limite: Diurno 55 dB(A) / Notturno 45 dB(A)
    Rocco: cadenza bimestrale valori limite: Diurno 60 db(A) / Notturno 50 dB(A).

Per quanto riguarda la componente rumore sono risultate valutabili fino a dicembre 2016, 400 misure.

Rappresentazione grafica della media annuale della componente rumore per singola stazione di monitoraggio nel corso della fase prima dell’opera (anno 2012) e in corso d’opera (2016).
L’andamento del grafico evidenzia come i livelli di rumore siano costantemente diminuiti nella fase in corso d’opera rispetto a prima dell’avvio dei lavori ( lo scostamento notturno del 2016 riguarda l’area disabitata di Borgata Clarea)

Risultati

Le attività di cantiere non hanno comportato significativi scostamenti dai valori di fondo definiti per le diverse aree di zonizzazione acustica per il controllo del disagio soggettivo da percezione uditiva. Non sono neppure lontanamente avvicinati i livelli di pressione sonora che potrebbero comportare un rischio per l’organo dell’udito.
Tutti i superamenti riportati risultano influenzati in modo significativo dalle attività legate alla presenza dell’uomo, dal traffico ferroviario, veicolare e da fattori ambientali.

APPROFONDIMENTO

Un rumore può essere descritto dallo spettro di frequenza, dalle variazioni nel tempo o anche dall'ambiente in cui si propaga.
Lo spettro di frequenza può essere a frequenze discrete (toni puri), continuo (tutte le frequenze contribuiscono a comporre il segnale acustico), oppure continuo con alcune componenti tonali (ad esempio il sibilo di un fluido in una condotta che sovrasta il rumore dell'ambiente).
Dal punto di vista della variazione nel tempo i rumori si dividono in due classi: rumori stazionari e rumori non stazionari. I primi sono quei rumori in cui le fluttuazioni di livello sonoro e/o di frequenza non variano nel tempo (ad esempio, un ventilatore in funzione); i rumori non stazionari (che rappresentano la quasi totalità dei rumori che ci circondano) sono caratterizzati da un livello notevolmente variabile e possono essere: fluttuanti (quando il livello varia di molto e in modo continuo), intermittenti (quando il livello sonoro rimane costante per almeno 1 secondo), impulsivi (quando il rumore consiste in uno o più fenomeni acustici della durata inferiore ad 1secondo).
(Pira E et al, 2015. In press.)

Gli effetti sulla salute umana correlati all’esposizione al rumore sono dipendenti da numerose variabili, come le caratteristiche fisiche del fenomeno, i tempi e le modalità di manifestazione dell’evento sonoro e la specifica sensibilità del soggetto esposto.
Tali effetti vengono classificati in :

  • effetti di danno, ovvero alterazioni non reversibili o non completamente reversibili, identificabili da un punto di vista clinico e/o anatomopatologico;
  • effetti di disturbo, ovvero alterazioni temporanee delle condizioni psicofisiche del soggetto, che siano chiaramente obiettivabili, determinando effetti fisiopatologici ben definiti;
  • sensazione di disturbo e fastidio genericamente intesa (annoyance).

L’inquinamento acustico può causare danni alla salute sia di tipo uditivo sia di tipo extra uditivo, coinvolgendo l’intero organismo.
Il danno da rumore a carico dell’apparato uditivo può essere di tipo acuto quando si realizza in un tempo breve a seguito di una stimolazione particolarmente intensa (scoppio, esplosione, ecc.), oppure di tipo cronico quando evolve nel corso degli anni a seguito di un’esposizione prolungata ad
elevati livelli di rumore, condizione che si verifica tipicamente, nel caso dell’esposizione professionale in determinati ambienti di lavoro.
Il rumore , pur non raggiungendo livelli di rischio per l’apparato uditivo (80 dB), può agire su tutto l’organismo come un agente stressogeno ambientale, attivando i meccanismi fisiologici di risposta allo stress attraverso il sistema nervoso autonomo ed il sistema endocrino.
Gli effetti sistemici si manifestano principalmente a livello del sistema cardiovascolare, psichico e cognitivo determinando incrementi dei valori pressori, accelerazione del battito cardiaco e fenomeni di vasocostrizione periferica.
La sensibilità al rumore influenza, inoltre, sia i disturbi del sonno con un possibile aumento dell’irritabilità e riduzione delle performance diurne, sia la cosiddetta “noise annoyance”, una sensazione di scontento o di fastidio generico, spesso influenzata oltre che dalla specifica sensibilità del soggetto, da fattori non legati all’esposizione e da fattori motivazionali.
Il danno determinato dalle fonti di rumore sembra essere mediato dalla sensibilità al rumore (noise sensitivity), la quale è condizionata da aspetti della personalità e dal genere (le donne sono più sensibili).

I limiti normativi ambientali relativi al rumore sono i seguenti:
valori limite di immissione: (DPCM 14/11/1997 ”Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore”):

  • Stazione 1 – Classe I – Diurno 50 dB(A)/Notturno 40 dB(A)
  • Stazione 2 – Classe II – Diurno 55 dB(A)/ Notturno 45 dB(A)
  • Stazione 3 – Classe II – Diurno 55 dB(A)/ Notturno 45 dB(A)
  • Stazione 4 – Classe III – Diurno 60 dB(A)/ Notturno 55 dB(A)
  • Stazione 5 – Classe III – Diurno 55 dB(A)/ Notturno 45 dB(A)

I limiti normativi definiti dal D.Lgs 81/2008 relativi all’esposizione al rumore sono i seguenti:

  • 80 ≤ dB(A) < 85 LEX, 8h - Informazione e formazione dei lavoratori, sorveglianza sanitaria e fornitura di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) a richiesta dei lavoratori
  • 85 ≤ dB(A) < 87 LEX, 8h - Obbligo della sorveglianza sanitaria e dell’uso dei DPI; segnalazione e perimetrazione della zona
  • 87 dB(A) LEX, 8h - Obbligo di applicare misure immediate allo scopo di ridurre il livello di esposizione