PARTICOLATO

Si definisce «particolato» una miscela di particelle solide o liquide in sospensione in un gas. In chimica ambientale particolato, particolato sospeso, pulviscolo atmosferico, polveri sottili, sono termini che identificano l'insieme delle sostanze sospese in aria. È presente in atmosfera terrestre per cause naturali e antropiche.

Modalità PM10

Il monitoraggio del Particolato è stato effettuato su 5 stazioni distribuite sul territorio:

  • Comuni di CHIOMONTE-GRAVERE
    Gravere – Centro sportivo S. Barbara
    Chiomonte – Frazione La Maddalena
    Chiomonte – Scuola Elementare
  • Comune di SUSA
    Susa – Savoia, Scuola Media
  • Comune di GIAGLIONE
    Località S. Rocco

Il Piano di Monitoraggio Ambientale, per quanto riguarda il Particolato, ha previsto il monitoraggio del PM10 in continuo con restituzione oraria presso una singola stazione (Frazione La Maddalena), e in continuo su 5 stazioni distribuite sul territorio, con modalità sequenziale sulle 24h. É stato monitorato fin dalla fase “prima dell’opera”, a partire dal 6 marzo 2012, con un totale di oltre 6600 misure disponibili fino al dicembre 2016. Su specifica richiesta dell’Ente di Controllo, si è passati, a partire dal 10 luglio 2013, da un monitoraggio su tre giorni consecutivi, con cadenza quindicinale, ad una modalità di rilevamento continuo sulle 24 h, su tutte le stazioni di monitoraggio. É stato inoltre attivato presso la stazione Frazione La Maddalena a Chiomonte, compresa nell’area di presidio che include l’area di cantiere, un controllo continuo strumentale mediante il sistema automatico contaparticelle GRIMM che consente la restituzione oraria dei valori di PM10.

Modalità e Risultati PM2,5

Il PM2.5 è stato monitorato nella fase “prima dell’opera” e poi, a valle della condivisione tecnica con gli enti di controllo, per quanto riguarda la fase di corso d’opera, solo nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2013. Dal 10 luglio 2013 in poi il controllo è stato focalizzato sul PM10, in quanto non sono state evidenziate situazioni di criticità ambientale.

Risultati

Nel complesso le concentrazioni medie annuali appaiono sostanzialmente sovrapponibili alle concentrazioni medie rilevate nella fase “prima dell’opera” sulle medesime stazioni di monitoraggio e ad un livello decisamente inferiorie rispetto a quanto rilevabile in aree urbane e suburbane.

APPROFONDIMENTO

Particolato - approfondimenti

Si definisce «particolato» una miscela di particelle solide o liquide in sospensione in un gas.
Le emissioni di polveri da parte del traffico veicolare sono causate, non solo dai gasi di scarico degli autoveicoli, a cui contribuiscono soprattutto i motori diesel, ma anche dall’emissione di polveri derivanti dall’usura dei freni, delle gomme e dal conglomerato bituminoso. A questi si possono aggiungere, in modo non trascurabile, soprattutto in presenza di viabilità non particolarmente pulite, fenomeni di comminuzione, risollevamento ed aerodispersione del materiale presente sul manto stradale.
La componente particolata di tali emissioni è costituita da una miscela di elementi quali, ad esempio, carbonio, nitrati, solfati, composti organici, frammenti di suolo, metalli pesanti come piombo e nichel che presentano dimensioni variabili comprese tra 0,005 μm e 50-150 μm. Convenzionalmente, le particelle sospese sono identificate con il simbolo “PM” (dall’inglese “Particulate Matter” - Materiale Particolato), seguito dal numero che indica il loro massimo diametro aerodinamico. In particolare:

  • PM10 è la frazione di materiale particolato sospeso in aria ambiente che passa attraverso un sistema di separazione in grado di selezionare il materiale particolato di diametro aerodinamico di 10 μm, con un’efficienza di campionamento pari al 50%. È pertanto una polvere inalabile, in grado di penetrare nel tratto respiratorio superiore (naso, faringe e laringe);
  • PM 2,5 è la frazione di materiale particolato sospeso in aria ambiente che passa attraverso un sistema di separazione in grado di selezionare il materiale particolato di diametro aerodinamico di 2,5 μm con un’efficienza di campionamento pari al 50%. È quindi una polvere toracica, in grado di penetrare nel tratto tracheo-bronchiale (trachea, bronchi, bronchioli)
  • PM 0,1 è la frazione di materiale particolato sospeso in aria ambiente che passa attraverso un sistema di separazione in grado di selezionare il materiale particolato di diametro aerodinamico di 0.1 μm con un’efficienza di campionamento pari al 50%. È una polvere respirabile ultrafine, in grado di penetrare profondamente nei polmoni fino agli alveoli (Air Quality Guidelines – WHO, 2006).

Il particolato può essere trasportato anche a lunghe distanze e può rimanere sospeso nell’aria anche per lunghi periodi. Il tempo di permanenza del particolato varia da pochi minuti a diversi giorni in funzione delle dimensioni del particolato stesso e dello strato atmosferico interessato.
La rimozione può avvenire per via secca, mediante la sedimentazione gravitazionale delle particelle e la coagulazione con altre particelle, oppure per via umida mediante le precipitazioni.
Esiste oggi un grande interesse sulle polveri ultrafini che potendo diffondersi in tutte le parti del tratto respiratorio, sono potenzialmente in grado di superare le barriere epiteliali ed endoteliali e diffondersi all’interno delle cellule stesse, agendo sui meccanismi infiammatori. Sono attualmente in corso studi sia tossicologici sia epidemiologici riguardanti la loro tossicità nell’uomo.
Gli effetti degli inquinanti sulla salute umana si suddividono in effetti a breve termine ed effetti a lungo termine:
Per quanto concerne gli effetti a breve termine, concentrazioni giornaliere medie delle particelle fini (PM 10 e PM 2,5) sono state associate a:

  • un aumento della mortalità;
  • un incremento dei ricoveri ospedalieri per malattie cardiache e respiratorie;
  • incidenza di infezioni delle vie respiratorie;
  • esacerbazioni di patologie polmonari croniche come asma e BPCO.

Per quanto concerne gli effetti a lungo termine, alte concentrazioni medie di lungo periodo (annuali) delle particelle fini (PM 10 e PM 2,5) sono state associate ad un declino della funzionalità polmonare e ad un incremento della mortalità.
Una componente del particolato che può risultare critica per le sue implicazioni sanitarie è costituita dai metalli pesanti, elementi estremamente diffusi nelle varie matrici ambientali (aria, acqua e suolo) e derivanti da fenomeni naturali (erosione, eruzioni vulcaniche), ai quali si sommano quelli prodotti da tutte le attività antropiche.
Riguardo l’inquinamento atmosferico i metalli oggetto di maggior interesse sono generalmente As (arsenico), Cd (cadmio), Co (cobalto), Zn (Zinco), Cr (cromo), Mn (manganese), Ni (nichel) e Pb (piombo). La loro origine è varia: Cd, Cr e As provengono principalmente dalle industrie minerarie e metallurgiche; Cu dalla lavorazione di manufatti e da processi di combustione; Ni dall’industria dell’acciaio, della numismatica, da processi di fusione e combustione; Co e Zn da materiali cementizi ottenuti con il riciclaggio degli scarti delle industrie siderurgiche e degli inceneritori.

I limiti normativi ambientali relativamente al PM 10 sono i seguenti:

  • 50 µg/m3 in 24h – D.Lgs.155/2010 (max 35 superamenti su anno civile);
  • 40 µg /m3, anno civile - D.Lgs.155/2010

I limiti normativi ambientali relativamente al PM 2,5 sono i seguenti:

  • 25 µg/m3 , anno civile – D.Lgs.155/2010