L’impegno di TELT per il territorio

Mario Virano, Direttore generale - TELT

L’impegno di TELT per tutti i cantieri della nuova linea ferroviaria Torino-Lione in Italia ed in Francia, è riassumibile nel programma operativo “tuteliamo il territorio”. Questo indirizzo di fondo si riferisce all’ambiente inteso come habitat naturale, al sistema di valori storico-culturali delle comunità locali ed alla salute degli abitanti.

Gli strumenti sono la territorializzazione del progetto che, in sede di osservatorio, è stato radicalmente modificato ed una gestione dei cantieri, in particolare quello di Chiomonte, caratterizzata da un sistema di controlli ambientali di assoluta avanguardia.

Questa esperienza pilota sarà replicata ed estesa a tutti i cantieri con gli affinamenti che il confronto pubblico e l’apporto degli esperti saranno in grado di suggerire. Il lavoro fatto finora con il monitoraggio costante di 135 parametri (tra cui polveri, biossido di azoto, radiazioni, amianto, acque, rumore, vibrazioni e componenti biologiche, ecc…) ha smentito gli allarmismi sui rischi ambientali che erano stati sollevati prima dell’avvio del cantiere.

Dalle oltre 40mila misurazioni non sono emerse criticità e il Ministero dell’Ambiente ha certificato che a Chiomonte sono state rispettate le prescrizioni del CIPE. Questa attenzione al controllo del territorio ha costi rilevanti, ma sono soldi ben spesi: il 5% del budget del lavoro, un investimento che non ha precedenti fra le grandi opere a livello nazionale.

Lo studio presentato in queste pagine è la verifica scientifica degli effetti  di questo impegno. La “Valutazione di impatto sulla salute del cantiere di Chiomonte” (VIS) è stato eseguito con indipendenza ed autorevolezza dall’Università di Torino, e le sue risultanze documentano l’assenza di rischi per la salute a seguito dell’esecuzione del cantiere.

Infatti lo studio redatto dall’Ateneo evidenzia come a Chiomonte si siano rispettati i valori ambientali e non si sia inciso negativamente sulla salute dei cittadini che abitano nelle vicinanze del cantiere.

Questa analisi conferma che LTF prima e TELT poi, hanno lavorato bene e che la via tracciata in questi anni, con il rigoroso rispetto delle procedure   e con l’ascolto delle voci del territorio disponibili al dialogo, è quella giusta su cui proseguire per realizzare in sicurezza il tunnel di base del Moncenisio sia in territorio italiano che in quello francese.

A opera finita poi, l’intervento servirà a migliorare la vita di relazione delle persone, ad avvicinarci all’Europa e, soprattutto, farà bene  all’ambiente e alla salute in termini strutturali e permanenti perché contribuirà a togliere moltissimi camion dalle nostre strade e da quelle alpine in particolare.